La colonscopia è un esame utile per la diagnosi e la prevenzione di molte patologie intestinali tra cui il tumore del colon-retto. Tramite la colonscopia il medico può esplorare le pareti interne del colon e osservare, grazie a una sonda, eventuali lesioni (aree di infiammazione, polipi, ulcere e tumori).

Questo esame risulta essere un importante strumento di prevenzione perché permette non solo di diagnosticare, ma se necessario anche di asportare durante la stessa seduta eventuali polipi che, sebbene benigni, sono considerati formazioni precancerose, perché possono evolvere in tumori maligni.

La colonscopia si svolge utilizzando l’endoscopio, un dispositivo flessibile del diametro variabile da 9.8 a 13.2 mm dotato di una luce sull’estremità per permettere di visualizzare l’intestino. Utilizzando questo strumento, il medico potrà anche insufflare aria nell’intestino per migliorare la visualizzazione oppure introdurre dell’acqua. L’endoscopio permette il passaggio al suo interno di diversi piccoli strumenti o accessori per eseguire eventualmente delle biopsie o anche la asportazione di polipi o lesioni.

Sulla sommità dell’endoscopio, lo strumento utilizzato per svolgere la colonscopia, è montata una telecamera che trasmette le immagini dell’intestino a un monitor. Durante la colonscopia si può quindi ottenere un vero e proprio filmato di tutta la parete intestinale.

La colonscopia è utile sia come esame diagnostico sia per intervenire in determinati casi. Durante la colonscopia il medico può effettuare piccoli interventi, ad esempio prelevare campioni di tessuto, rimuovere polipi o arrestare eventuali sanguinamenti. Attraverso l’endoscopio possono passare accessori dedicati: pinze, aghi ed elettrocoagulatore che permettono all’endoscopista di eseguire le procedure eventualmente necessarie.

L’esame non ha ripercussioni sulla possibilità di camminare, è tuttavia consigliato, dopo la procedura, considerare qualche ora di riposo, soprattutto se la procedura è stata eseguita in sedazione.

 

Nel caso in cui durante l’esame lo specialista dovesse individuare dei polipi è possibile, in base alla loro forma, dimensione e localizzazione nell’intestino, procedere immediatamente alla loro asportazione (polipectomia) o al prelievo di campioni di tessuto. Successivamente, la lesione o il campione tissutale asportato saranno inviati ad una valutazione istologica che chiarisca la natura della lesione asportata o biopsiata.

Una buona preparazione intestinale è la base per eseguire una buona colonscopia, una colonscopia di alta qualità. La preparazione è parte integrante e fondamentale dell’esame stesso, nel caso in cui non sia svolta con cura si corre infatti il rischio di dover interrompere l’indagine e dover ripetere l’indagine in un altro momento. Dopo aver disciolto in acqua le bustine è possibile riporla in frigorifero e assumerla refrigerata perché sia più gradevole.

La colonscopia può essere un esame fastidioso, talvolta doloroso, in quanto la progressione dello strumento e l’insufflazione dell’aria per distendere l’intestino possono essere poco tollerate. È possibile avvertire sensazioni di fastidio mentre lo strumento attraversa aree del colon più difficili da esplorare o quando compie le curve necessarie per proseguire nell’esplorazione. Può anche accadere che a esame concluso si presentino dei piccoli fastidi come una sensazione di gonfiore o pesantezza, in particolare se durante l’esame è stato necessario insufflare aria nell’intestino. Questo tipo di disturbi si risolvono spontaneamente nel giro di breve, con le evacuazioni, con la liberazione dal gas e riposando in posizione prona (a pancia in sotto)

La rimozione dei polipi (polipectomia), così come il campionamento bioptico, è un’operazione indolore.

La colonscopia può essere un esame fastidioso, talvolta doloroso, in quanto la progressione dello strumento e l’insufflazione dell’aria per distendere l’intestino possono essere poco tollerate. È possibile avvertire sensazioni di fastidio mentre lo strumento attraversa aree del colon più difficili da esplorare o quando compie le curve necessarie per proseguire nell’esplorazione. Può anche accadere che a esame concluso si presentino dei piccoli fastidi come una sensazione di gonfiore o pesantezza, in particolare se durante l’esame è stato necessario insufflare aria nell’intestino. Questo tipo di disturbi si risolvono spontaneamente con le evacuazioni, con la liberazione dal gas e riposando in posizione prona (a pancia in sotto)

Subito dopo l’esame e per le ore successive, non saremo in grado di condurre un veicolo in piena sicurezza per noi e per gli altri. Gli effetti collaterali più comuni dei farmaci utilizzati nella sedazione per la colonscopia sono la sonnolenza, la riduzione della capacità di concentrarsi e dei riflessi. A causa dei fastidi che possono derivare dalla colonscopia infatti è sempre consigliato eseguire l’esame con l’aiuto di una sedazione, che in genere è rappresentata da un mix di farmaci antidolorifici e di rilassanti, fino ad una sedazione più profonda, in casi selezionati, in cui è richiesto un supporto anestesiologico.

È molto importante essere accompagnati, avere una persona che ci riporti a casa in tutta tranquillità, in quanto subito dopo l’esame e per le ore successive, non saremo in grado di condurre un veicolo in piena sicurezza per noi e per gli altri. Gli effetti collaterali più comuni dei farmaci utilizzati nella sedazione per la colonscopia sono la sonnolenza, la riduzione della capacità di concentrarsi e dei riflessi. A causa dei fastidi che possono derivare dalla colonscopia infatti è sempre consigliato eseguire l’esame con l’aiuto di una sedazione, che in genere è rappresentata da un mix di farmaci antidolorifici e di rilassanti, fino ad una sedazione più profonda, in casi selezionati, in cui è richiesto un supporto anestesiologico.

La sedazione profonda, che non va confusa con l’anestesia generale, può essere indicata solo per casi selezionati e richiede il supporto anestesiologico. Durante la sedazione profonda il paziente non è intubato, mantiene le proprie funzioni vitali in piena autonomia e per questo tipo di sedazione non occorre andare in sala operatoria ma si può eseguire nei normali ambulatori di endoscopia, purché sia presente un anestesista.

La colonscopia può essere un esame fastidioso in quanto la progressione dello strumento e l’insufflazione dell’aria per distendere l’intestino possono essere poco tollerate. Per questo motivo è sempre consigliato eseguire l’esame con l’aiuto di una sedazione, che in genere è rappresentata da un mix di farmaci antidolorifici e di rilassanti, fino ad una sedazione più profonda, in casi selezionati, in cui è richiesto un supporto anestesiologico.

La colonscopia può essere eseguita sia con paziente cosciente che incosciente. Nel caso in cui il paziente sia cosciente, può essere richiesta una collaborazione durante la procedura, favorendo il cambio di posizione o eseguendo all’occorrenza dei respiri profondi, per facilitare il transito della sonda.

No, la sedazione prevista per l’esame in genere è molto blanda e rappresentata da un mix di farmaci antidolorifici e di rilassanti. I farmaci usati routinariamente sono farmaci per i quali è sempre presente in sala endoscopica un antidoto, ossia un farmaco in grado di contrastare rapidamente l’effetto di un altro farmaco, in caso questo si rendesse necessario. In casi selezionati, può essere indicata una sedazione più profonda, in cui è richiesto un supporto anestesiologico. L’effetto collaterale più comune di questi farmaci è la sonnolenza, la riduzione della capacità di concentrarsi e dei riflessi.

Il fine ultimo della preparazione è arrivare all’esame con un colon perfettamente pulito. Sarà quindi necessario rispettare una dieta povera di scorie/fibre. A differenza di quanto creduro in passato, non è necessario sottoporsi a restrizioni alimentari prolungate che anzi potrebbero peggiorare un quadro di stitichezza, ma è sufficiente limitarsi al giorno prima della colonscopia. Nel punto dedicato alla “dieta” (punto 2) puoi vedere quali sono i cibi ammessi e quali sconsigliati nei giorni che precedono l’esame.

È consentito bere acqua fino a due ore prima dall’esame, per la dieta da osservare nei giorni precedenti si può fare riferimento al punto dedicato alla “dieta” (punto 2). È comunque fondamentale attenersi alle indicazioni dell’endoscopista.

La sera prima dell’esame, in particolare se l’esame è previsto per il mattino successivo, si consiglia di bere solo liquidi chiari, ad esempio tè e/o camomilla zuccherati.

Quando avrai l’esame?

Scegli tra le opzioni “Mattina” o “ Pomeriggio” e scarica il promemoria per la preparazione all’esame.