Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci


Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci

Cos’è il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci

Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è l’esame utilizzato nei programmi di screening per il tumore del colon-retto. Consiste nella raccolta (eseguita a casa) di un piccolo campione di feci e nella ricerca (in laboratorio) di tracce di sangue non visibili a occhio nudo. [1]

È importante ripetere l’esame ogni due anni: è questa la periodicità ritenuta ottimale. Vengono invitate a partecipare allo screening le persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino a 74). Anche chi non appartiene a questa fascia di età ma presenta sintomi sospetti può eseguire il test, su prescrizione del proprio medico. (2)

Le fasi del test di screening

Possiamo idealmente suddividere la colonscopia in tre fasi o momenti principali, ovvero cosa accade appena prima della colonscopia, cosa in sala endoscopica e cosa al termine dell’esame.

L’invito a partecipare allo screening
Chi appartiene alle fasce di età considerate nei programmi di screening riceve dalla propria ASL di appartenenza l’invito, sotto forma di lettera o e-mail o telefonata

Le istruzioni
L’invito specifica le istruzioni da seguire per il ritiro del kit diagnostico (es. recarsi in farmacia) e la restituzione (solitamente nello stesso luogo del ritiro)

L’esito
La ASL solitamente comunica l’esito nella stessa modalità utilizzata per l’invito (lettera o e-mail o telefonata)

In caso di esito negativo (il test non rileva sangue occulto nelle feci):

Se l’esito dell’esame è negativo la persona viene invitata ad effettuare un nuovo test alla scadenza prevista dal programma di screening. Se, tra un esame e il successivo, si nota sangue nelle feci ad occhio nudo è necessario rivolgersi tempestivamente al proprio medico di fiducia.

In caso di esito positivo (il test rileva tracce di sangue occulto nelle feci):

Un test positivo non indica sempre la presenza di un tumore benigno o potenzialmente maligno, il sanguinamento potrebbe anche essere imputabile ad altre cause come, ad esempio, la presenza di ragadi o emorroidi (esterne o anche interne). Tuttavia, le tracce di sangue rilevate nelle feci possono essere un indizio della presenza di forme tumorali oppure di polipi che possono, in futuro, degenerare.

Nel caso di positività all’esame del sangue occulto nelle feci, i programmi di screening prevedono, come esame di approfondimento, l’esecuzione di una colonscopia che permette di esaminare l’intero colon retto. [2]

Oltre a essere un efficace strumento diagnostico, la colonscopia è anche uno strumento terapeutico. Nel caso venisse confermata la presenza di polipi, consente, infatti, di rimuoverli nel corso della stessa seduta. In ogni caso, la colonscopia è in grado quasi sempre di accertare la causa del sanguinamento ed eventualmente intervenire.

La ASL contatterà telefonicamente la persona interessata per invitarla ad eseguire la colonscopia presso un Centro Ospedaliero di riferimento (in alcuni centri praticabile anche in sedazione), sempre gratuitamente.

Se la colonscopia non mostra nulla di sospetto riguardo alla presenza di tumori, la risposta viene consegnata subito. In questo caso, dopo cinque anni la persona riceverà il successivo invito per la ricerca del sangue occulto fecale.

Fonti