Il tumore del colon-retto

Il tumore del colon-retto

Cos’è il tumore del colon-retto

Come tutti i tumori, anche quello del colon-retto è il risultato della crescita incontrollata di cellule, in questo caso quelle epiteliali della mucosa che riveste la parte interna dell’intestino: nei tessuti del colon (la parte più lunga dell’intestino crasso) o del retto (la parte dell’intestino crasso più vicina all’ano).

La loro proliferazione dà luogo alla formazione di lesioni, chiamate polipi che, nella loro fase iniziale, risultano benigni. È fondamentale individuarli precocemente per rimuoverli prima di una evoluzione maligna che avviene in un arco temporale di 7-15 anni circa. [1]

Il rischio di ammalarsi aumenta con l’età. In base alle evidenze scientifiche disponibili, si ritiene convenzionalmente che l’incremento di rischio si verifichi dai 50 anni in su. [2] A partire da questa età vengono raccomandate le strategie di prevenzione (screening).

Quanto è diffuso?

Il tumore del colon-retto è il più frequente dell’apparato gastrointestinale.

Rappresenta il 10% di tutti i tumori diagnosticati nel mondo ed è il terzo per frequenza nell’uomo (dopo i tumori al polmone e alla prostata) e il secondo nella donna, dopo il cancro al seno. [3]

La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, colpisce prevalentemente le persone di età compresa tra i 60 e i 75 anni, con poche differenze tra uomini e donne. [1]

Incidenza: nel 2023, sono state stimate circa 50.500 nuove diagnosi (uomini = 26.800; donne = 23.700).

La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi: in Italia è pari al 65% negli uomini e 66% nelle donne. [4]

Prevalenza: in Italia sono 442.600 le persone viventi dopo una diagnosi di tumore del colon retto (uomini = 227.600; donne = 215.000). [4]

I campanelli d’allarme

Nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può presentare pochi sintomi o essere del tutto asintomatico.

Ci sono alcuni “campanelli d’allarme” a cui prestare attenzione.

Nelle fasi iniziali: [2]

Presenza di sangue nelle feci

Modificazione persistente delle evacuazioni

Anemia

Perdita di peso

Nelle fasi più avanzate la malattia può portare occlusione o subocclusione intestinale: [2]

Fattori di rischio

Circa l’80% dei tumori del colon retto si sviluppa a partire da formazioni preesistenti, i considdetti polipi (adenomi), cioè piccole escrescenze benigne dovute alla proliferazione delle cellule della mucosa dell’intestino. [1]

Le cause della formazione di polipi e della trasformazione da benigni a maligni non sono note, ma la comunità scientifica indica dei fattori di rischio. Su quelli inerenti allo stile di vita è possibile intervenire, per prevenire l’insorgenza del tumore del colon retto. Questi i principali:

I programmi di screening per la prevenzione del tumore del colon-retto

Nonostante le nuove diagnosi siano in aumento negli ultimi anni, il tasso di mortalità per cancro del colon-retto è in costante calo. Questo avviene grazie ai programmi di screening, che consentono la diagnosi precoce, e al miglioramento delle terapie, sia chirurgiche sia mediche, sempre più mirate.

Gli screening per la prevenzione dei tumori (screening oncologici) sono interventi sanitari effettuati per individuare le persone che potrebbero avere la malattia, quando essa non dà ancora sintomi. Per fare questo si utilizzano test semplici o esami che consentono di rilevare forme tumorali o pretumorali in una fase preclinica ovvero asintomatica.

Il test di screening utilizzato è il test del sangue occulto nelle feci, eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino ai 74 anni). [5]

Secondo gli esperti, lo screening per il cancro del colon-retto con il test per la ricerca del sangue occulto fecale può contribuire a prevenire fino al 79% circa dei decessi per questo tipo di tumore [6]

Fonti